mercoledì 10 settembre 2014

DAVIDE MONTI, violino

Ha seguito il corso di studi tradizionali e dopo il diploma si è perfezionato con diversi maestri tra i quali E. Gatti, E. Parizzi, S. Richie, specializzandosi nell’approccio alla musica antica sotto l’aspetto di ricerca filologica e nella conseguente restituzione in tempi moderni della freschezza nascosta nei manoscritti dell’epoca e nelle antiche stampe. Tale processo è in continua evoluzione grazie alle numerose occasioni di collaborazione e confronto con grandi musicisti noti e meno noti che, in altra maniera o con stile diverso, seguono lo stesso obbiettivo: da Ton Koopman, ad Alberto Rasi, a Michael Radulescu, a Gabriel Garrido, da Emma Kirkby a Roberta Invernizzi, a Gemma Bertagnolli, a Stefano Veggetti, a Sergio Vartolo, a Lars Ulrik Mortensen. e John O'Donnel.
Il ruolo di leader in diversi gruppi di musica antica contribuisce alla solidità di questa continua formazione. Apprezzato per le sue doti nel lavoro e comunicazione anche con grossi ensemble, ha collaborato come “spalla” con diverse orchestre tra le quali Orchestra Barocca dell’Unione Europea (EUBO), Il Tempio Armonico (con il quale sta registrando l’integrale delle opere orchestrali di F.E. Dall’Abaco, compositore Veronese del ‘700), Athestis e Accademia de li Musici, Il Complesso Barocco, Cordia, Teatro Armonico. Ancora più significativo per il livello di approfondimento e sintonia raggiunto è il lavoro in piccoli gruppi e orchestre da camera: l’Accademia Strumentale Italiana, l’ensemble Il Falcone, il Parlement de Musique, il gruppo australiano Accademia Arcadia, e Arparla con la moglie arpista Maria Christina Cleary. Queste numerose collaborazioni sono tutte preziose occasioni di ricerca, sperimentazione e verifica dell'evoluzione e maturazione dell'idea di spartito come “canovaccio”, concetto sotteso a ogni esecuzione e interpretazione.
A sostegno di questa “filosofia” sono le ricerche sulla prassi esecutiva antica a proposito di retorica e sull’arte di diminuire, e le esperienze di improvvisazione anche in campi paralleli alla musica “colta” (jazz, teatro, musica popolare, danza). Si è dedicato alla formazione in diverse occasioni tra cui Master-class e Seminari in Giappone, nella Rep. Ceca, in Francia, a Singapore, in Australia e in Uganda.
Nell'anno accademico 2010/2011 ha insegnato Improvvisazione Storica al Conservatorio di Vicenza. Nel dicembre 2006 è stato solista accompagnato dall’orchestra dell’Arena di Verona. Si esibisce in tutto il mondo (America Nord e Sud, Africa, Europa, Giappone, Australia) ed è particolarmente apprezzato per la sua naturalezza ed efficacia comunicativa.
Ha inciso per diverse case discografiche: Agorà, Bongiovanni, Brilliant, Deutsche Harmonia Mundi, Dynamics, Naive, Opus 111, ORF, Radio Svizzera Italiana, Sonica, Stradivarius e Tactus. In particolare sono di recente produzione due CD, eseguiti entrambi su strumenti originali, frutto di interessanti ed approfondite ricerche stilistiche: il primo riguarda le sonate di Spohr per violino e arpa composte nel primi anni del 1800 (tra cui una registrata in prima assoluta), e il secondo un excursus tra le sonate più belle del XVII secolo, da Marini, Uccellini, Selma, a Pandolfi-Mealli, per il violino ed il basso continuo eseguito sull'arpa barocca italiana: la prima registrazione che ha usato l'arpa come unico strumento di accompagnamento. Nel 2010 ha anche inciso le Quattro Stagioni di Vivaldi per la Stradivarius, acclamate a livello internazionale.
Davide si occupa anche di ricerca ed in particolare di un catalogo di tutte le fonti e documenti inerenti l'arte della diminuzione e dell'improvvisazione dal 1535 al 1800.
Un ulteriore progetto di ricerca riguarda uno studio comparato dei codici rappresentativi della Teoria egli Affetti nelle differenti arti: retorica musicale, iconografia, teatro e danza, in particolare nel XVII secolo italiano. Davide Monti suona su un violino Guadagnini.

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