martedì 12 giugno 2012

Bepi De Marzi, compositore


Bepi De Marzi ha sempre lavorato nella musica, un'attività scelta dai suoi genitori: la mamma milanese e il papà veneto ma innamorato del Mezzogiorno d'Italia. Musicista molto attivo fin dalla giovinezza, Giuseppe detto Bepi, assicura che la sua vera passione, manifestata in vari modi lungo gli anni e tuttora viva, è il giornalismo con una particolare attenzione alla cronaca di costume.
Insegnante nel Conservatorio di Padova, ha suonato l'organo e il clavicembalo per vent'anni nei Solisti Veneti, con i quali ha fatto concerti in tutto il mondo. A Vicenza ha fondato e diretto due cori polifonici, ma per il suo gruppo maschile, I Crodaioli, ha composto più di cento canti nuovi pubblicati dalle Edizioni Curci di Milano. Tra i primi, il conosciutissimo “Signore delle cime” intonato ormai in tutto il mondo.
Con padre David Maria Turoldo e Ismaele Passoni ha lavorato alla realizzazione dei Salmi per la liturgia, pubblicati dalla Casa Musicale Carrara di Bergamo. È anche compositore di musica sacra e di musica didattica per le scuole primarie. Scrittore e poeta, ambientalista e pacifista, conferenziere vivace, fa parte del Gruppo Italiano degli Scrittori di Montagna. Viene unanimemente indicato tra i più originali e disincantati cultori delle parlate venete, con una particolare conoscenza dei diversissimi timbri vocali e delle intonazioni. Non si è mai piegato ad alcuna appartenenza politica. Ci tiene a dire di avere obbedito solo ai suoi genitori e al maestro Scimone. Veneto riluttante come il padre, si considera cittadino del mondo.
Il brano più famoso composto dal M° De Marzi, come detto, è “Signore delle cime”.
“Ho sentito David suonare una melodia segreta che piacque a Dio”.
È la prima strofa di “Hallelujah”, canzone di Leonard Cohen, che sembra descrivere il “Signore delle Cime”, canto di grande impatto emotivo scritto da Bepi de Marzi nel 1958.
Destinato ad essere eseguito dal coro de I Crodaioli di Arzignano e ritenuto per molto tempo un canto popolare di autore ignoto, “Signore delle cime” è divenuto ben presto un successo mondiale, tradotto in oltre centrotrenta lingue ed elaborato per diversi tipi di ensemble.
Molte sono le persone che non riescono a trattenere le lacrime all'ascolto di questo brano, come se l'insieme di note e parole racchiudesse appunto la “melodia segreta” cantata da Cohen, smuovendo emozioni e sentimenti di struggente malinconia.
Bepi de Marzi conosce la melodia segreta e lo scrive nella struggente “Cantare”: “So dove l'erba nasconde la rugiada; so dove i grilli accordano i violini; so dove il vento si ferma quando trema; so dove nasce la voglia di cantare”.

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